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Fiorentina: prospettive diverse
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Tempi magri per la Fiorentina. Tanto magri che, alla fine, il brodino di Siena suona persino come rigenerante. E in effetti a pensare bene alla temperatura della Montepaschi Arena vien da pensare che un brodino, caldo, abbia un po' aiutato tutti. Di sicuro la squadra nel proseguire, a piccoli passi, il cammino verso una sicura salvezza. Perchè questo, oggi, resta l'obiettivo della Fiorentina vista a Siena, una tranquilla salvezza. Ed è questo il valore che la Fiorentina esprime in campo, quello di una squadra che gioca per salvarsi.
E' da questa prospettiva, in sintesi, che va analizzata l'ultima trasferta del 2011. Perchè questo la classifica, ancor prima che il gioco, racconta. Prendendo quindi quel di buono che c'è. Ovvero un punto, il fatto di non essere capitolati, un Boruc di nuovo su buoni livelli e una mezz'ora nel secondo tempo tutto sommato migliore di quasi tutte le recenti prestazioni. Certo, a voler restare a quegli obiettivi societari sventolati a inizio stagione c'è di che mettersi le mani nei capelli, ma il calcio è bello proprio perchè può essere visto da diverse prospettive.
Resta da capire, semmai, sotto quale prospettiva leggere l'atteggiamento che dovrebbe portare lontano del quale ha parlato Cognigni nel dopo gara, e che a detta del dirigente viola si è visto in campo a Siena. E' vero che Vargas è andato meglio di altre volte, così come il ritorno di Montolivo ha aiutato il centrocampo, ma francamente immaginare una Fiorentina con l'atteggiamento visto a Siena (per non più di 30') non è proprio esercizio esaltante. Almeno d'immaginazione. Perchè anche ieri, per tutto un tempo, gli sbadigli l'hanno fatta da padrone insieme ai brividi per la traversa di Calaiò e le scelte di Banti in area di rigore. Nel quadro, tra l'altro, va inserita l'ormai cronica asfissia offensiva dettata dalla crisi di Gilardino, finito in panchina al "Franchi" senese, e dall'assenza di alternative (Jovetic incluso se lo si considera prima punta).
Adesso il campionato va in archivio, e si riprenderà a gennaio quando il mercato impazzerà. Un altro argomento sul quale si è recentemente espresso lo stesso presidente operativo gigliato. Le sue parole in tal senso ("Non sarà mercato in entrata") ci paiono però più dovute dalle logiche di mercato che reali, ed è secondo questa prospettiva "strategica" che preferiamo leggerle. Infondo la Fiorentina del 2012, già da gennaio, potrà tranquillamente decidere cosa diventare. Se squadra che ambisce realmente all'Europa o matricola alla ricerca della salvezza potrebbe deciderlo anche il mercato. A prescindere da quel che riuscirà a fare Corvino, però, e a giudicare dalla prospettiva attuale vien da pensare che, prima di tutto, sia il caso di mettersi al riparo da peggiori preoccupazioni.
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